Guida al Referendum 2025
Il Referendum dell'8 e 9 giugno 2025
La rubrica di Valore Civico di approfondimento dei 5 quesiti referendari sui quali saremo chiamati ad esprimerci, l’8 e 9 giugno 2025.
I 5 quesiti toccano diritti fondamentali come lavoro e cittadinanza. Partecipare è un’occasione concreta per incidere sul futuro del nostro Paese.
PERCHÉ È IMPORTANTE VOTARE?
Responsabilità Democratica – Ogni voto è un contributo alla direzione che vogliamo dare al nostro sistema di tutele lavorative.
Partecipazione Attiva – Il referendum è uno strumento diretto: decide chi partecipa.
Educazione Civica – Votare informati è un gesto di cittadinanza consapevole.
FACCIAMO LA NOSTRA PARTE!
Informiamoci, discutiamo, partecipiamo. Il referendum non è solo una scelta tecnica, ma un esercizio concreto di democrazia e senso civico.
VALORE CIVICO INVITA TUTTI I CITTADINI AD ESPRIMERSI E PRENDERE PARTE AL VOTO!
Quesito 1 - LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI
(Scheda Verde)
Il quesito num. 1 del Referendum propone l’abrogazione di una delle previsioni del Jobs Act (legge n. 23 del 4 marzo 2015) che ha introdotto il contratto “a tempo indeterminato a tutele crescenti”. Il quesito propone quindi un ritorno a una tutela del lavoro più robusta nei casi di licenziamento ingiustificato, riducendo il ruolo esclusivo del risarcimento economico e reintegrando la possibilità di rientro in azienda.
👍🏻 Con il SI: Si abroga la disciplina del Jobs Act sui licenziamenti, ripristinando la vecchia normativa (articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, modificato dalla Fornero).
Si tornerebbe ad avere due scenari:
- Reintegro nel posto di lavoro nei casi di licenziamento individuale ritenuto illegittimo (entro determinati limiti). In caso di licenziamenti collettivi illegittimi (almeno 5 lavoratori), il reintegro sarà comunque previsto.
- Indennizzo tra 12 e 24 mensilità per licenziamenti ingiusti.
👎🏻 Con il NO: Rimarrebbe in vigore la norma attuale, applicabile ai lavoratori assunti dopo il 2015 in aziende con più di 15 dipendenti, con una previsione in caso di licenziamento illegittimo di risarcimento fra le 6 e le 36 mensilità.
Quesito 2 – INDENNITA' DI LICENZIAMENTO NELLE PICCOLE IMPRESE
(Scheda Arancione)
Il quesito num. 2 del Referendum propone di abrogare il limite massimo all’indennità per licenziamenti illegittimi nelle piccole imprese. Attualmente, nelle aziende con meno di 16 dipendenti, un lavoratore licenziato senza giusta causa può ricevere un’indennità compresa tra 2,5 e 6 mensilità, con possibilità di aumento fino a 10 o 14 mensilità in base all’anzianità di servizio.
👍🏻 Con il SI: Si abroga il limite massimo all’indennità per licenziamenti illegittimi nelle piccole imprese. In tal modo, il giudice potrà determinare l’importo dell’indennizzo senza limiti predefiniti, tenendo conto di fattori come l’età del lavoratore, i carichi familiari e la situazione economica dell’azienda.
👎🏻 Con il NO: Si mantiene la normativa attuale, che prevede un tetto massimo all’indennità per i licenziamenti illegittimi nelle piccole imprese, con le limitazioni sopra descritte.
Quesito 3 - MOTIVAZIONE DEI CONTRATTI BREVI A TERMINE
(Scheda Grigia)
Il quesito num. 3 del Referendum propone di abrogare l’esenzione della motivazione per i contratti di lavoro brevi a termine. Attualmente, la legge consente ai datori di lavoro di stipulare contratti a tempo determinato della durata massima di 12 mesi senza l’obbligo di specificare una motivazione (causale). Solo per i contratti che superano i 12 mesi è richiesta una causale, come esigenze tecniche, organizzative o produttive.
👍🏻 Con il SI: Si sceglie di abrogare le parti della legge che esentano dall’obbligo di causale i contratti a termine inferiori a 12 mesi. In tal modo, tutti i contratti a tempo determinato, indipendentemente dalla loro durata, dovranno indicare una motivazione oggettiva che giustifichi l’assunzione temporanea.
👎🏻 Con il NO: Si decide di mantenere la normativa attuale, che permette la stipula di contratti a termine fino a 12 mesi senza l’obbligo di specificare una causale. Solo i contratti che superano i 12 mesi continueranno a richiedere una motivazione specifica.
Quesito 4 - RESPONSABILITA' SOLIDALE NEGLI APPALTI
(Scheda Rosa)
Il quesito num. 4 del Referendum propone di abrogare l’esclusione del committente dalla responsabilità solidale negli appalti. Attualmente, le disposizioni normative del Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro escludono la responsabilità solidale del committente per i danni derivanti da rischi specifici dell’attività dell’appaltatore o subappaltatore.
👍🏻 Con il SI: Si abroga la clausola che esclude la responsabilità solidale del committente per i danni derivanti da rischi specifici dell’attività dell’appaltatore o subappaltatore. In tal modo, il committente potrebbe essere ritenuto responsabile, insieme all’appaltatore o subappaltatore, per gli infortuni sul lavoro subiti dai dipendenti, anche se derivanti da rischi specifici dell’attività dell’appaltatore.
👎🏻 Con il NO: Si mantiene la normativa attuale, che esclude la responsabilità solidale del committente per i danni derivanti da rischi specifici dell’attività dell’appaltatore o subappaltatore. In tal modo, il committente non può essere ritenuto responsabile per tali infortuni.
Quesito 5 - CITTADINANZA ITALIANA AGLI STRANIERI EXTRA-UE
(Scheda Gialla)
Il quesito num. 5 del Referendum propone di ridurre la durata da 10 a 5 anni della residenza legale in Italia per gli stranieri extra-UE che vogliano richiedere la cittadinanza italiana. Attualmente, la legge prevede che uno straniero extracomunitario maggiorenne possa richiedere la cittadinanza italiana dopo 10 anni di residenza legale continuativa in Italia. Il quesito propone di abrogare la parte della legge che stabilisce questo periodo, riducendolo a 5 anni. Inoltre, si propone di eliminare la specifica che consente agli stranieri adottati da cittadini italiani di richiedere la cittadinanza dopo 5 anni dalla data dell’adozione.
👍🏻 Con il SI: Si approva l’abrogazione delle disposizioni che richiedono 10 anni di residenza legale per la richiesta di cittadinanza da parte di stranieri extracomunitari maggiorenni, di conseguenza, riducendolo a 5 anni.
👎🏻 Con il NO: Si sceglie di mantenere l’attuale normativa, che prevede un periodo di 10 anni di residenza legale continuativa in Italia per gli stranieri extracomunitari maggiorenni che desiderano richiedere la cittadinanza italiana. Rimarrà inoltre in vigore la disposizione specifica per gli stranieri adottati da cittadini italiani, che consente loro di richiedere la cittadinanza dopo 5 anni dalla data dell’adozione.

